lunedì 2 marzo 2009
Parabola delle dieci vergini
[1]Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. [2]Cinque di esse erano stolte e cinque sagge;[3]le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; [4]le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell'olio in piccoli vasi.[5]Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. [6]A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro! [7]Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. [8]E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. [9]Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene. [10]Ora, mentre quelle andavano per comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. [11]Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici! [12]Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco. [13]Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora. Matteo - Capitolo 25
domenica 1 marzo 2009
NORTHUMBERLAND: ... nel veleno c'è anche il rimedio, e queste notizie, le quali, se fossi stato in salute, mi avrebbero fatto ammalare; essendo, come sono, ammalato, mi hanno, in qualche misura, rimesso in salute.
W. Shakespeare, Enrico IV, Atto I, scena I. Traduzione di Gabriele Baldini per B.U.R. 1954
giovedì 5 febbraio 2009
Tacito, deserto e pace
« Auferre trucidare rapere falsis nominibus imperium, atque ubi solitudinem faciunt, pacem appellant » « Depredano, trucidano, rubano e questo lo chiamano col nome falso di impero; hanno fatto un deserto e lo hanno chiamato pace. » | |
mercoledì 24 dicembre 2008
William Shakespeare - Amleto
O God, I could be bounded in a nut-shell, and count myself a king of infinite space, were it not that I have bad dreams
Atto II, scena II
lunedì 10 novembre 2008
Chuck Palahniuk - Diary
Il paradosso dell'essere artisti di professione. Il fatto che passiamo la vita a cercare di esprimerci al meglio, ma senza avere niente da dire. Vorremmo che la creatività fosse un sistema di causa ed effetto. Vorremmo risultati. Un prodotto vendibile. Vorremmo che alla dedizione e alla disciplina corrispondessero pari riconoscimenti e gratificazioni. Ci sciroppiamo la routine dell'accademia, il nostro corsettino di diploma in belle arti e ci esercitiamo, ci esercitiamo, ci esercitiamo. Poi, con tutto il nostro eccellente bagaglio tecnico, non abbiamo niente di speciale da documentare. Secondo Peter, niente ci fa più incazzare di quando un tossico marcio, un fancazzista incallito o un pervertito con la bava alla bocca sforna il capolavoro. Così, per caso.
Un idiota che non ha paura di dire cos'è che ama davvero.
Piccola Biblioteca Oscar Mondadori, 2008
giovedì 6 novembre 2008
venerdì 24 ottobre 2008
Paolo Giordano - La solitudine dei numeri primi
l'amore di chi non amiamo si deposita sulla superficie e da lì evapora in fretta
mondadori 2008 pag 251
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